La passione per la danza è sempre stata presente nella mia vita; quando ero molto giovane, mi esibivo in gruppi di danza, spettacolo e teatro sul palco davanti ad un pubblico numeroso. Dopo la scuola, la passione per il ballo è rimasta nella mia vita come un’ombra; avevo altre priorità. Vengo dallo Sri Lanka e lì non ci sono ritrovi, dove si va esclusivamente per ballare come qui in Europa. Così, per tanti anni, il ballo è rimasto solo un divertimento tra amici. E così è stato anche qui; ho frequentato l’ambiente latino per sette anni prima di iniziare a studiare seriamente con un insegnante. Dal 2000 fino al 2005 mi sono dedicato esclusivamente ad apprendere balli caraibici: Salsa, Merengue e Bachata, studiando con diversi maestri. La mia curiosità, la capacità di osservare e l’abilità di muovere il corpo mi hanno portato molto velocemente ad un livello di ballo apprezzabile, al di sopra delle mie aspettative. In seguito ho fatto l’assistente a diversi maestri per poi dedicarmi attivamente all’insegnamento dei vari balli appresi. Il Tango argentino è entrato nella mia vita nel marzo 2006. Ho iniziato quasi per scherzo come partner momentaneo per una signora che era rimasta senza ballerino. Come spettatore avevo già partecipato negli anni precedenti a qualche “Milonga” (luogo d’incontro, dove si balla il Tango Argentino), ma non riuscivo ad apprezzare a fondo i brani musicali. Dopo meno di un anno di scuola ho iniziato anche a gradire e ad amare quelle melodie particolari e affascinati. Sì! Il Tango è diventato per me una sfida, un modo di vivere. Ho seguito diversi corsi con insegnanti locali e insegnati argentini e italiani mondialmente conosciuti, ma non è tanto rilevante da chi e che cosa apprendi; nel Tango c’è sempre da imparare e sperimentare ma, infinitamente più importante, è la passione. Il mio sguardo si sforza di rimanere aperto e di guardare in prospettiva tutto il percorso che ho fatto nella danza per dare forma al futuro in modo autonomo e personale, con un grande amore per il ballo e l’insegnamento, col desiderio di farlo evolvere ancora e di raccontarlo col proprio linguaggio … John Fernando
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