"SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE" di W. Shakespeare
Seminario residenziale intensivo di Teatro a Vico Morcote condotto da Egidia Bruno, Fabio Doriali e Mirko D'Urso
INFORMAZIONI GENERALI
Periodo: dal 26 giugno al 3 luglio 2010 Ore di lavoro: circa 55
Quota di Partecipazione - Seminario, Vitto e Alloggio Entro il 31 Maggio Rata unica 800 CHF (530 euro) / Due rate da 425 CHF (280 euro)
Info e iscrizioni: Tel. (004191) 091.9213492 Email:
Sede del Seminario: Villa Rental a Vico Morcote
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Presentazione
In una splendida villa di Vico Morcote (15 minuti da Lugano) il MAT, in previsione di prossime produzioni teatrali, organizza un seminario residenziale aperto ad attori e allievi attori. La giornata sarà divisa in due parti. Al mattino i gruppi lavoreranno sul perfezionamento tecnico attorale (imrovvisazioni, training, esercizi) mentre al pomeriggio il lavoro verrà improntato sul testo di riferimento. Ogni Gli insegnanti si riservano la possibilità di lavorare anche dopo cena. Un'occasione per trascorrere una settimana di full immersion teatrale a stretto contatto con i nostri insegnanti e per vivere 7 giorni fuori dalla quotidianità. A fine seminario è prevista la presentazione di una dimostrazione finale.
L'allievo può esprimere una preferenza per l'insegnante di riferimento da avere durante il seminario. La direzione del MAT non garantisce però di poter soddisfare tutti. I tre insegnanti lavoreranno con entrambi i gruppi
Gruppo Egidia Bruno
“A midsummer night's dream” è forse la più popolare delle commedie di Shakespeare, sicuramente la più ricca di momenti fantastici e spettacolari e la più emblematica a illustrare la magia del gioco del teatro.
La sua vicenda è contenuta in una struttura di stupefacente maestria, che fa coesistere storie, personaggi e mondi diversi in uno spazio-tempo,(una sola notte), simmetricamente diviso tra gli incantesimi degli spiriti, primo fra tutti Puck, incarnazione della fantasia che trasforma i pensieri in realtà; gli equivoci degli innamorati e le avventure degli artigiani-attori, di Bottom in particolare.
Una commedia in cui l'armonia nasce dalla “discordanza”, ecco infatti che accanto alle eteree creature della notte coesistono i terragni artigiani.
Motore e centro dell'azione è sicuramente la “fertilità” (ecco il perché dell'estate), ma fertilità intesa in senso lato, specie per ciò che attiene al potere della giovinezza e all'impeto del sentimento amoroso nel suo nascere.
Parola chiave del testo, invece, è senza dubbio “dream” che non solo compare spesso nei dialoghi ma che, soprattutto compare nel titolo.
E poiché nel “dream”, nel “sogno” è “vero” ciò che nella realtà non esiste o non è possibile, così come la magia fa accadere cose che nella realtà non potrebbero verificarsi, ecco che Oberon potrà dire che le “vittime” del suo intervento magico crederanno di avere sognato.
Paradossalmente gli unici che crederanno che non si sia trattato affatto di un sogno saranno i “concreti” artigiani che, naturalmente, credono negli spiriti e nella magia.
Nelle parole che Shakespeare, poi, fa dire ad Egeo nel quinto e conclusivo atto della commedia, troviamo una delle pochissime enunciazioni della propria poetica:
“...E l'occhio del poeta, roteando in sublime frenesia, si sposta rapido fra cielo e terra, fra terra e cielo. E intanto che la mente immagina figure di cose sconosciute, la penna del poeta le volge in forme e dà a quel nulla d'aria una dimora fisica e un nome”.
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Gruppo Fabio Doriali
Stelle che camminano
Mi addormento. C’è un bosco. Dentro potrebbe esserci Barbablù. O la casa di Hansel e Gretel. Invece no. C’è una radura. Rugiada il mattino. E polvere sugli occhi, come i nani sabbiolini sugli occhietti dei bimbi. Ci sono dei giovani che si rincorrono. Degli squinternati che provano uno spettacolo. Forse anche elfi e fate.
Mi addormento.
Tutti si addormentano. Per una notte tutti vivranno nel loro doppio. E’ questo il mondo vero. Più reale del vero, che spesso sembra stupido. Il Teatro è uno spazio chiuso e concluso. Più reale del vero. Mettiamo un bosco al posto del teatro. Mettiamoci dentro un sonno profondo. Un sogno. Una notte. Un refolo tiepido e non torrido come d’estate.
Staremo lontani dai revival disneyani, dai lieto fine zuccherosi, dal gusto dolciastro e insopportabile del “vollemmose bbene e volemmone al teatro peccchè semo artisti”.
Piuttosto, ci chiederemo perché Elena confida a Demetrio dei piani di Ermia e Lisandro. Ci scopriremo a cercare in noi gli aspetti più carnali dei desideri indotti di Titania, dello sdegno di Demetrio, del divertimento che si procurano Oberon e Puck, della potestà sinistra di Egeo. Ci avvicineremo a questo testo arcano e carnale, immateriale e fascinoso, pieno di sensualità proibita e leggerezze lontane.
E dopo aver lavorato su di noi, sulla nostra capacità di comprensione attorale, ripetuto i percorsi del lavoro dell’attore su se stesso, sondato i nostri sogni e la materia attraverso cui riusciamo ad esprimerli su di un palcoscenico, berremo. Berremo di noi, dell’estate sul lago, del lavoro intenso in sala prove, di questo testo leggero, doppio, spietato.
Ma poi, ci addormenteremo. Ci addormenteremo. Saremo stelle che camminano. Ma non c’era un bosco qui?
Fabio Doriali
N.B. e’ richiesta la conoscenza approfondita del testo. Portare abiti comodi. Una coperta. Un vasetto di miele. Dei glitter. Una penna e un quaderno.
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Mirko D'Urso si occuperà della messa in moto mattutina e di alcuni esericizi di training attorale utili alla comprensione del testo di riferimento e alla creazione dei personaggi e lavorerà durante il pomeriggio sull'interpretazioni del testo con singoli o con piccoli gruppi.