MUSICA
TEATRO
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Seminario di Narrazione 
condotto da Egidia Bruno


 

Date: 18 e 19 Marzo 2017

Orari: Dalle 10.00 alle 18.00 

Spazio MAT - Lugano-Pregassona

Per tutti, ado compresi.


Retta:

100 CHF per allievi MAT

150 CHF per esterni


IL NARRA(T)TORE

Laboratorio di narrazione orale

Come raccontare facendo vivere ciò che si racconta è una delle basi imprescindibili su cui poggia il mestiere dell’attore.

Imparare a RACCONTARE presuppone evidentemente la ricerca di un modo, di un ritmo, di un sapore, di un colore, di un’emozione per un’arte antica come è quella della narrazione orale.

Tante e diverse sono le tradizioni della narrazione orale esistite da sempre in ogni luogo del mondo, dai “cunti” dei cantastorie siciliani alle tecniche dei “Griot senegalesi, solo per citarne alcune.

L’attore che diventa la storia che sta raccontando, che impersona e fa vivere ogni suo elemento, incarna quello che è l’essenza del teatro, non rintracciabile nell’immagine, bensì nell’immaginazione che chi racconta è capace di suscitare in chi assiste, nell’emozione che questo può comportare.

Il teatro, a differenza di altri mezzi come il cinema o la televisione, non ha bisogno di grandi apparati tecnici e scenografici per essere “vero”. Di una sola cosa non può fare a meno: di una storia che si faccia carne nel momento in cui viene raccontata.

Percorso del Seminario

Il metodo da me proposto si riferisce per lo più alle tecniche di narrazione sviluppate da Marco Baliani e Maria Maglietta coi quali ho lavorato, col primo agli inizi degli anni ’90, come attrice e assistente alla regia, in due sue produzioni: “Antigone delle cittàe “Memoria del fuoco”; con la seconda nella produzione “Bambine”, spettacolo vincitore del premio ETI - Stregagatto nel 1997.

Premessa: oltre che lavorare sulle tecniche di narrazione teatrale, in genere chiedo ai partecipanti di produrre materiali e dunque di avere parte attiva oltre che come “narr-attori” anche come “a(u)ttori”. Tutto questo in vista del fatto che l’obiettivo non è certo quello di proporre un solo modo di narrare, anche perché non ne esiste uno migliore. Ma è sicuramente più interessante mettere ogni allievo nelle condizioni di scoprire il proprio. Farlo con propri materiali, poi, oltre che con quelli proposti, spesso aiuta a individuare meglio la propria strada.