Secondo Anno

ISCRIZIONI APERTE

Dettagli corso


Periodo: Ottobre - Giugno
Giorno: Martedì
Orario: 20.00-23.00
Insegnante: Fabio Doriali
Prima Lezione: Martedì 28 settembre
Totale Ore: 100-110 circa

Rette scontate del 10% valide fino al 30.8

Retta Annuale: 1455 CHF + 70 CHF di Iscrizione
Rateale: 5 rate da 334 CHF iscrizione inclusa
Rateale: 9 rate da 190 CHF iscrizione inclusa

Doppio Corso (Martedì e Mercoledì)

Retta Annuale: 2000 CHF
Rateale: 5 rate da 440 CHF
Rateale: 9 rate 250 CHF


Presentazione Corso

In una scuola di recitazione, il secondo anno è l’anno del tuffo consapevole.

Se il teatro fosse una scuola di tuffi, dopo un primo anno in cui gli atleti assaporano il gusto dell’altezza, il sapore dell’acqua al cloro della piscina sottostante, l’ebbrezza dell’immersione e dell’assenza di suono, il senso delle narici e dei polmoni pieni di aria, l’entusiasmo per l’attesa prima di salire le scale che conducono al trampolino, il disturbo e lo specchio del riflesso del sole sull’acqua, il tatto delle piante dei piedi bagnate sul materiale cementizio della scala e ligneo del trampolino, e godono e si entusiasmano per il gesto visto e provato, al secondo anno ci si tuffa per davvero.

E dunque si prende contatto con la scelta di occhialini, costume, creme idrorepellenti e termoprotettive, conoscenza di avversari, allenatori, e grandi atleti del passato. E, ancora, si consolidano le sensazioni indotte dal gesto e quelle propedeutiche all’atto (provate l’anno prima) per avvalorarle, smentirle, amplificarle.

Si aumentano i tempi di apnea, si percepiscono e si iniziano a scegliere le varie e diverse altezze del trampolino. E, infine, con consapevolezza, finalmente, ci si tuffa. Provandosi e provando il gesto.

Incapaci di cavalcarlo, ancora incauti nella scelta di avversari, misure, figure atletiche in fase di salto. Ma sicuri che quel salto avviene per scelta, quando deve avvenire, provando la consapevolezza della scelta.

Ecco.

Un secondo anno che pone l’accento sulla consapevolezza della scelta, nel rapporto ritmico, scenico e tecnico con l’altro e il me stesso che l’altro (nell’azione scenica) mi restituisce.

Nello specifico, usando proverbi della saggezza popolare:

1. Chi tegna ‘l cavall in d’la stalla, a’l va à pé (Chi tiene il cavallo in stalla, va a piedi).

Ovvero. Quanto il ritmo incide e cosa incide il ritmo.
Situazioni endogene ed esogene alla scena che ne modificano il ritmo.
Diverso è andare a piedi, diverso è cavalcare, trottare, andare al passo montando una cavalcatura equina.
Se poi questo è effetto di scelta si può fare come quel fattore che, infischiandosene delle critiche di chi lo riteneva avaro, sceglieva addirittura di andare a piedi, lasciando il cavallo nella stalla.
E lo faceva consapevolmente.
Scegliendo e modificando il ritmo e la velocità del suo agire in base ad una scelta fatta nella stalla e provata all’esterno, sperimentata nel corso delle stagioni, delle temperature, etc. etc.

2. In dua gh’è al furmäi, là al curra al ratt (Dove c’è il formaggio, è là che corre il topo).

Ovvero. Recuperando ed ampliando il lavoro del primo anno, si lavorerà sull’azione-reazione determinata dal senso del movimento.
Approfondimento degli aspetti indotti e costretti del movimento stesso (a seconda e secondo il fluire degli stati d’animo e delle situazioni.

Introduzione e sviluppo di coreografie di movimento scenico consapevole e no (mimages). Sviluppo di una propria percezione corporea inserita nel corpo del gruppo. Sviluppo di percorsi di contact (introduzione).

La disciplina attorale e il training come metodo individuale (e non come fine) dello studente.
Sono i sensi che costituiscono il motore del movimento del topo verso il formaggio. E il luogo fisico dove sta il formaggio indirizza la qualità del movimento del roditore.

3. La löina da znär, cmé al dé la fa ciär (La luna di gennaio fa tanta luce quanta la luce del giorno).

Ovvero il tutto. Accenni di storia del teatro, lessico teatrale, i mestieri del teatro, breviario minimo di conoscenza dei luoghi e dei termini in sala, sul palco, dietro il palco, in regia.

Ovvero, il personaggio e suoi motori, i suoi colori, i suoi mezzi di espressione vocale consapevoli e no, le sue gabbie e le sue logiche fisiche ed emozionali, il quanto l’accumulo emotivo incide sull’azione fisica-parola-scenica. La costruzione di un personaggio e l’interazione (nei rapporti a 2 di dialogo, che saranno privilegiati e oggetto del lavoro finale).

Nel lavoro finale i partecipanti lavoreranno principalmente su quadri e scene di Anton Cechov, Maurice Donnay, Guy de Maupassant, Lytton Strachey, Carlo Terron.

Come la luna che dà la stessa luce del giorno, così si tenterà di prendere una via, qualunque essa sia, per scegliere consapevolmente di andare avanti a camminare con qualunque tipo di luce.

Nel giorno di gennaio che ha la stessa luce della notte.

La stessa luce che precede l’attimo in cui i piedi si staccano dal trampolino.


“La cosa più insignificante nasconde un po’ di ignoto. Troviamolo”

Guy de Maupassant

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TEATRO